L'impermanenza
Misticanza di cose di lavoro.
Ciao, sono Chiara Gandolfi: verbal designer e voice actress. Con l’iscrizione a Immersioni hai vinto anche Misticanza di cose di lavoro che è questa newsletter mensile qui in cui dico quello che sto facendo. È la sorella anarchica di Immersioni, la secchioncella che parla dell’universo. Non si toccano mai come in Ladyhawke, ma sono il mio giorno e la mia notte.
A volte puoi semplicemente essere dove sei e fare ciò che c’è da fare. Certi giorni senti di voler vivere con ambizione, spingerti oltre i limiti tanto da far rimanere il mondo a bocca aperta; e in altri, desideri soltanto accogliere la realtà così com’è e forse anche un po’ nasconderti. Momenti in cui il tuo vero centro di gravità è il lavoro creativo che eleva, mentre in altri è la routine che salva. Desideri profondamente l’intimità nelle relazioni e, non appena la trovi, inizi a sentire la nostalgia della solitudine. L’assenza di una soluzione definitiva sembra un problema da risolvere. Ma sto iniziando a prendere in considerazione la possibilità che l’unico vero problema sia credere che queste tensioni possano, un giorno, risolversi del tutto.
Vivere senza sperare in una risoluzione è liberatorio perché toglie un peso enorme alle nostre azioni e alle nostre decisioni: il peso dell’idea che debbano sempre avvicinarci a uno stato definitivo e stabile (che, molto spesso, è proprio ciò che ci fa procrastinare, perché non sappiamo quale scelta sia davvero quella giusta per arrivarci).
E libera anche il nostro passato dal bisogno di essere giudicato come tempo perso o come un vicolo cieco, solo perché sembrava portarci in una direzione diversa da quella che oggi stiamo seguendo. Una relazione che non esiste più, per esempio, non è stata necessariamente un errore soltanto perché è finita. E permette anche di accogliere quelle che prima sembravano contraddizioni interiori.
Credo che sia anche per questo che stanno avendo tanto successo gli approcci terapeutici definiti parts work come l’Internal Family Systems o il Focusing. Hanno metodi diversi, certo, ma condividono un’intuizione che trovo profondamente umana: non siamo una persona sola. Siamo un coro.
C’è una parte che desidera, una che ha paura, una che scappa, una che resta, una che vuole essere vista, una che preferirebbe sparire. Una che pretende, una che si accontenta. Una che scrive newsletter alle due di notte e una che vorrebbe buttare il computer dalla finestra alle 8 del mattino. Il problema è che per anni abbiamo pensato di dover scegliere chi essere. La parte buona contro quella cattiva, la razionale contro l’emotiva, la coraggiosa contro la fragile. Mi sembra invece che crescere voglia dire piuttosto diventare facilitatrice delle mie assemblee di condominio (si vede che sono ancora provata dall’ultima se è la prima cosa che mi è venuta in mente). Lasciare parlare tutte le mie parti, senza far comandare sempre la stessa. Perché perfino la parte che ci rovina la giornata, spesso sta cercando di salvarci la vita con gli strumenti che avevamo a sette anni. La perfezionista prova a proteggerci dal giudizio. La procrastinatrice dall’errore. La seduttrice dal rifiuto. Quella che idealizza dall’idea che il mondo possa essere ordinario. Sono strategie. Noi siamo le nostre strategie. Alcune oggi funzionano ancora. Altre continuano a fare un lavoro che non serve più, ma nessuno glielo ha mai detto.
L’identità è nell’impermanenza, imparare a riconoscere, una alla volta, tutte le persone che abitano dentro di noi e dare a ciascuna il posto che le spetta per poterci sentire interi.
Impermanenza significa che non arriverai mai al punto in cui potrai rilassarti, nell’ingenua convinzione di avere finalmente tutto sotto controllo: di essere diventata una persona ordinata, di aver trovato il sistema perfetto di produttività o di aver eliminato per sempre le peggiori minacce politiche.
Ma non c’è nulla che ti impedisca di rilassarti dentro la realtà, proprio qui e proprio ora. Rilassarti dentro l’azione, fare ciò che va fatto, occupare pienamente il posto che hai. Non hai bisogno di conservarti per un futuro punto di arrivo. Quel peso non esiste più. L’unica cosa da fare è tuffarsi nell’acqua. O, più precisamente, accorgersi che ci sei già dentro.
Storione Business
Sono aperte le iscrizioni a Storione Business: un percorso online con me per un gruppo di massimo 10 persone, freelance e piccole attività. Un mix di personal branding, storytelling, content marketing e pensiero autobiografico. Lezioni, confronto e pratica per raccontare la propria identità professionale. Chi siamo davvero quando togliamo le formule preconfezionate? Cosa portiamo nel mondo oltre a un servizio o un prodotto ben fatto?
Storione Business serve a mettere a fuoco le nostre verità e imparare a comunicarle con coerenza e creatività, a renderle leggibili, riconoscibili, possibili per chi ci incontra. Elaboriamo insieme il tuo manuale di identità verbale passando per le basi (il tuo business, il target, la personalità), approdando alla brand story, fino a costruirci sopra contenuti tonici.
L’edizione dell’anno scorso mi ha insegnato una cosa preziosa: la parte più trasformativa del percorso non succede durante le lezioni (un po’ come nella psicoterapia), ma quando ci si mette davvero a scrivere. Quando arrivano i dubbi, i blocchi, le domande che nessun libro può anticipare. Quest’anno allora Storione Business dura un mese in più e si arricchisce di due nuovi appuntamenti.
Un coworking di scrittura, per ritagliarci un tempo protetto in cui lavorare insieme ai nostri documenti, ognuno sul proprio progetto e un laboratorio finale di revisione, dedicato ai vostri testi. Bio, about page, newsletter, sito, post: porterete ciò che avete costruito e scioglieremo gli ultimi dubbi.
Storione Business è un percorso dove si pongono le giuste domande, si creano le giuste discussioni, si trovano i giusti strumenti per conoscere il mondo della comunicazione applicato al proprio lavoro. Personalmente mi ha tolta da un blocco in cui leggevo e studiavo sui libri ma non riuscivo ad applicare le cose che leggevo. Avere la possibilità di testare e revisionare in gruppo i lavori individuali ha fatto la differenza.
— Antonella Colistra, founder di Sous la Vie
Se ti va di fare questo pezzo di strada con me,
fino al 31 agosto puoi iscriverti con quasi il 30% di sconto.
L’impermanenza ci ricorda che nulla rimane identico a sé stesso. Cambiano le persone, le relazioni, le idee, il lavoro. Cambiamo noi. Eppure nella comunicazione professionale ci comportiamo spesso come se dovessimo trovare una definizione definitiva di chi siamo. La bio perfetta. Il posizionamento perfetto. Il tono di voce perfetto. Come se, una volta trovati, non dovessero più muoversi. Storione Business nasce dall’idea che l’identità è un organismo vivente. Cresce, si affina, cambia forma insieme alla persona che la abita. Per questo lavoriamo per costruire un linguaggio capace di evolvere con noi. Trasformarsi significa diventare sempre più fedeli a ciò che si è, mano a mano che lo si scopre. Se ti va, allora, trasformiamoci insieme.
Frammenti di faccio cose
Giovedì scorso ho sostenuto l’esame per la nazionalità francese, l’ultimo step di un percorso che dura da più di un anno. Anche questa è una faccenda di identità e appartenenza.
Ho passato 6 giorni a Beaugency, un paese sulla Loira per terminare la revisione del romanzo che non ho terminato perché era chiaramente un obiettivo troppo ambizioso ma sto programmando un’altra settimana di eremitaggio ad agosto. È ora che questa storia cammini sulle sue gambe.
C’è stata la prima edizione di Storione piccolo, una pratica di scrittura autobiografica sul tema dei ricordi (è stato talmente stupendo che lo rifarò ancora a San Benedetto del Tronto l’anno prossimo).
Vuoi lavorare con me alla tua identità verbale e alla tua comunicazione? È un ottimo momento. Scrivimi (info@balenalab.com oppure rispondi a questa mail).
È tutto da parte mia. Ma se tu vuoi scrivermi qualcosa, un ciao, un quantunque, insegnarmi a scorrere, presentarmi al tuo amico editore, mandarmi una cartolina dalla Grecia, un pezzo di una canzone che non ti lascia in pace, sono qui. Puoi anche pagarmi un caffè. Se no, ci troviamo sul fondale nella prossima Immersione.
Prenditi cura di te,
Chiara


“Ma non c’è nulla che ti impedisca di rilassarti dentro la realtà, proprio qui e proprio ora. Rilassarti dentro l’azione, fare ciò che va fatto, occupare pienamente il posto che hai. Non hai bisogno di conservarti per un futuro punto di arrivo. Quel peso non esiste più. L’unica cosa da fare è tuffarsi nell’acqua. O, più precisamente, accorgersi che ci sei già dentro.”
In questa calda domenica di luglio, quando il peso lo senti tutto, parole come queste arrivano fresche e salvifiche proprio come una nuotata nelle placide acque del mattino. Grazie
Come sempre arrivi dritta là dove fa male e un poco guarisci la ferita… merci bien, ma cherie! 🥰
Ps: per pigrizia vorrei uno Storione Piccolo a Milano, ma ho votato Verona, perché vorrei tornarci e quale motivo migliore potrei trovare per unire due desideri (anzi tre: conoscerti dal vivo!)…